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Tsunami in Italia tratto storico del 1700

  • Immagine del redattore: Claido Montaldo
    Claido Montaldo
  • 5 feb 2021
  • Tempo di lettura: 1 min

Estratto da internet all' indirizzo



5 e 6 febbraio 1783, gli tsunami in Calabria e Sicilia

Nel 1783 l’Italia meridionale – e in particolar modo la Calabria e la Sicilia – vissero una delle più violente e persistenti crisi sismiche degli ultimi duemila anni. Il 5 febbraio del 1783 avvenne la prima violenta scossa di terremoto. Seguirono altre quattro scosse molto forti: il 6 febbraio, 7 febbraio, 1 marzo e 28 marzo. Gli eventi sismici del 5 e del 6 febbraio causarono due tsunami molto distruttivi, documentati da numerose fonti storiche (Sarconi, 1784, Vivenzio, 1788) Il sisma del 5 febbraio generò onde di tsunami che colpirono le coste siciliane tra Messina e Torre Faro e le coste calabresi tra Scilla e Cenidio (RC). In alcune zone fu osservato un iniziale ritiro del mare e, successivamente, le coste furono inondate per tre volte consecutive nell’arco di 10-15 minuti. Le numerose fonti storiche descrivono inondazioni diffuse tra Capo Vaticano (VV) a nord e Catona (RC) a sud. Il Teatro Marittimo e le banchine del porto di Messina furono travolte e distrutte dall’impeto delle acque.


Mappa degli effetti osservati nel 1783 (estratta da ITED-INGV)Il terremoto del 6 febbraio provocò una frana di grandi dimensioni che, precipitando in mare, generò uno tsunami violento che investì le coste attorno allo Stretto di Messina. La popolazione di Scilla, impaurita dalle continue scosse di terremoto, si rifugiò sulle spiagge per cercare riparo dai crolli e, durante la notte, fu colta dalle onde di maremoto che si stima abbiano causato circa 1500 vittime.

 
 
 

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