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PERCHÉ SI DICEVA I COMUNISTI MANGIANO I BAMBINI

  • Immagine del redattore: Claido Montaldo
    Claido Montaldo
  • 20 lug 2021
  • Tempo di lettura: 1 min

Tratto dall' indirizzo internet:


Un'illustrazione dell'assedio di Leningrado (1941-1944). Shutterstock


L’accusa di cannibalismo è sempre stata utilizzata per screditare gli avversari. Così, in tempi di guerra fredda si diffuse la diceria secondo cui “i comunisti mangiano i bambini”.

Nasceva probabilmente dal fatto che in Russia, nel secolo scorso, vi furono gravi carestie durante le quali si registrarono anche episodi di cannibalismo. Tra il 1921 e il 1923 in Ucraina alcuni bambini vennero rapiti e uccisi spacciandone poi la carne per animale.

E nel 1941, durante l’assedio di Leningrado (che uccise circa un milione di persone), il cannibalismo divenne per alcuni una strategia di sopravvivenza. Ancora più celebre è la storia dell’“Isola dei cannibali” narrata anche dall’omonimo libro di Nicolas Werth: nel 1933, 13.000 “elementi pericolosi” vennero deportati nel cuore della Siberia; quasi tutti morirono, anche uccidendosi tra loro, e gli episodi di cannibalismo erano all’ordine del giorno.


 
 
 

1 commento


Simonetta Montaldo
Simonetta Montaldo
20 lug 2021

La sopravvivenza....cosa ti porta a fare.....

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